solo soldout

A LIFE UNDER THE STAGE…

MODERAT LIVE REVIEW@ ALCATRAZ, MILAN

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Ore 20,00 : Facciamo il nostro ingresso all’ Alcatraz, sul palco e`allestita una raggiera di  pannelli  e tre consolle, scenario a cui prenderanno parte prima ANSTAM, poi MODESELEKTOR + APPARAT … in una sola parola : MODERAT.
La platea e`abbastanza libera nonostante il dichiarato Sold Out, non facciamo in tempo ad ordinare un paio di birre che subito si posiziona sul palco ANSTAM. Ci posizioniamo tra le prime file, Anstam scalda gli animi dei pochi presenti e, avvolti in una maestosa tetraggine, ci lasciamo trasportare nel suo mondo fatto di ombre magnetice e pulsazioni ansiotiche.
Ore 21,10.. Torniamo con la mente alla realta`e lo sceniario intorno a noi e`decisamente cambiato… Siamo murati dentro un Alcatraz gremito di gente. Si spengono le luci ed eccoli!!! I Modeselektor posizionati sulla sinistra e, davanti a noi, Apparat. This Time il pezzo d’apertura, comincia il trip….. Occhi chiusi, la mente galleggia in un sogno fluttuante, sul retro dei tre si srotolano una serie di proiezioni che contribuiscono a rendere la messa in scena ancora piu`mistica e trascendentale. Proseguiamo il “viaggio”; sullo sfondo nero appaiono ora due mani bianche, il pubblico riconosce quella grafica: A NEW ERROR!!! Ora riconosco la mano di Apparat, mi trovo nella stessa condizione in cui l’avevo lasciato qualche mese fa…. A caduta libera in un pozzo nero profondo fatto di paure e tenebre, fascino e ansia, angoscia ed eccitazione. Disarmante. Le pulsazioni dei bassi rimbombano nella cassa toracica, unico segno che ci ricorda che siamo ancora vivi e connessi alla realta`. Seguono Seamonkey e Milk, spasmodiche e pulsanti, poi ancora un cambio di scenografia; quelle immagini mi riconducono solo ad una cosa: RUSTY NAILS!!! La mente e`completamente scollegata con la realta`; sono sola in mezzo al vuoto e sto sprofondando nel buio, so che intorno a me e`pieno di gente ma non li vedo, non li sento, e non ne voglio percepire la presenza. Voglio solo lasciarmi traportare nell’abisso che ho davanti.
Succede poi l’imprevisto: Sulle note di Versions un guasto tecnico alla consolle di Sasha, si accendono le luci, uno squarcio di luce nelle tenebre, amaro e violento. I tre riescono a sdrammatizzare sull’accaduto, pochi minuti e tutto torna alla normalita`. Bad Kindom! Ripiombiamo dentro il tunnel e sulle note di Damage Done raggiungiamo lo stato di grazia.
Tutto quello che segue e`un trip senza pari, siamo inghiottiti dalle tenebre, abbandonati completamente nelle loro mani. Generano pianeti, mondi paralleli, indescrivibile la sensazione di trasporto che si prova. Sulle ultime battute passano la splendida Les Grands Marches e Nr. 22. Comincia l’ascesa dagli abissi, scandita da Gita e Let In The Light …. Quale titolo migliore per riaffiorare dalle tenebre…. Il risveglio e`paragonabile a un post sbornia, qualche minuto per capire dove siamo e per renderci conto delle nostre condizioni mentali. Tutto bene, e`stato “solo” un Sogno ….

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This entry was posted on February 27, 2014 by and tagged , , , , , , , , , .
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