solo soldout

A LIFE UNDER THE STAGE…

KURT VILE – WAKIN ON A PRETTY DAZE

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Immagina di avere appena chiuso il negozio, o ufficio, di essere attonito da una full immersion di lavoro e di volerti solo scrollare di dosso il peso del fardello dei budget, delle aspettative di risollevare il mondo dalla crisi globale e dal dover sempre dimostrare chi sei e quello che sai fare. Immaginati in macchina, col finestrino abbassato, il cielo dorato che da`sfogo agli ultimi raggi di sole di questa giornata e la strada ….un deserto di cemento che riflette l’oro del cielo… Finalmente la pace!
Ecco.. lo scenario sopra citato e`quello che mi si e`presentato  ieri sera…. e ho pensato…. ci starebbe proprio bene quel disco di KURT VILE! Le stesse sensazioni e gli stessi stati d’animo del Kurt di Wakin on a Pretty Daze. Sarebbe scontato e banale se vi parlassi di AM degli Arctic Monkeys…. ne stanno parlando tutti da giorni, facciamo invece un passo indietro e parliamo di un Album che merita il dovuto rispetto e successo e che e`passato in sordina in questo 2013 ricco di novita`.
 Kurt Vile Samuel, 3 gennaio 1980, e`un musicista statunitense, meglio conosciuto per il suo materiale solista e come ex membro dell’indie rock band The War on Drugs. Il suo sound trae ispirazione dai Pavement, da Bruce Springsteen,Tom Petty, John Faney e Neil Young.
Ho cominciato ad interessarmi a lui solo nel 2011 con l’album Smoke Ring for my Halo, dove il riferimento a Young era chiaro ed evidente e il record ha avuto un buon seguito da parte dei fan e dalla critica. Ho avuto modo di ascoltarlo live a Barcellona quest’estate, portava in tour Wakin on a Pretty Daze, e le prime impressioni sono state piu`che positive! Qui il sound e la voce ricordano i primissimi anni di Lou Reed, lo stesso modo di suonare, la stessa velata malinconia, la sensazione di solitudine, di turbamento, di perdizione.
L’album si apre con Wakin on a Pretty Day. Suona come un risveglio da un post sbornia, quando la mente e`sconvolta e non riesce a percepire il mondo circostante: “Wakin in the dawn of day/ I can think about what I want to say / phone ringing off the shelf / I guess he wanted to kill himself/ Wakin on a pretty day  Don’t know why I ever go away / Its’ hard to explain  My love in these days.”, e qui la sensazione che cercavo di spiegarvi poco fa ” Rising at the crack of dawn/ I can’t think about what wisecrack/ I’m going to drop along the way today / Phone ringing off the shelf/ I guess somebody really wanna prove us today/ Wakin on a pretty day/ For any place now you stand up to explain it  My..today. ”
Le canzoni si dispiegano per sei , o sette , o otto minuti senza un picco dinamico o cambiare, dove, sulla maggior parte delle quali, si susseguono quattro o cinque cicli di accordi per parecchi minuti di fila. Uniche eccezzioni sono Was all Talk, con l’ultilizzo di synt, Girl Called Alex e Pure Pain… Ahhhh ” Pure Pain”!! Il Brano sposta da un chording acustico ritmato e rigido, a due accordi fluttuanti in punta di plettro e battute di batteria, per poi fermarsi bruscamente e tornare sul motivo iniziale. E`sicuramente uno dei pezzi piu`rilevanti del release per struttura e songwriting ” Every time that I look out my window/ All my emotions they are spreading/ Zip thru winding highways in my head/ Pick up momentum then I’m coastin/ Only to turn around abrupt/ Come back for my love Yeah, that’s what you are  “. In Pure Pain, Kurt,da`prova di maturita`nello scrivere e lo riconferma in testi come Too Hard ” Take your time, So they say and that’s probably The best way to be, but what about Those who are fathers and What about their daughters? I will promise to do my very best, To do my duty, For God and my country, Hey but I’m just human after all ” e Gold Tone….Altra perla di rara bellezza. E`il pezzo che  chiude l’album, circa dieci minuti di traccia che si snodano in una melodia disarmante. E`un brano introspettivo, si stacca dalla realta`, parla del suo mondo, dei suoi lati bui che ridisegna donando loro toni caldi (Gold Tone appunto),e`poesia! ” In the night when all hibernates/ I stay awake/ Searching the deep, dark depths of my soul tone/ Golden tones/ Sometimes when I get in my zone, you’d think I was stoned/ But I never as they say, touched the stuff/ I might be adrift, but I’m still alert/ Concentrate my hurt into a gold tone”.  E`un disco completo e maturo nell’insieme, sapientemente studiato. Ogni traccia,dalla piu`leggera”Never Runaway”,dal ritmo piu`ripetitivo e dal ritornello riecheggiante “I know you’ll never run away!/ I know you’ll never run away!/ I know you’ll never run away!/ I know you’ll never run away!”, alla piu`Young ” KV Crimes”, fanno di Wakin on a Pretty Daze un piccolo capolavoro, che poi tanto piccolo non e`per i suoi settanta minuti di durata, in un alternarsi di attimi di annebbiamento e lucidita`.

Vi lascio con la poesia di Gold Tone…
Have a Wakin on A Pretty Daze…

GOLD TONE

Track Listing

1 “Wakin on a Pretty Day”
2 “KV Crimes”
3 “Was All Talk”
4 “Girl Called Alex” 
5 “Never Run Away”
6 “Pure Pain”
7″Too Hard”
8 “Shame Chamber”
9 “Snowflakes Are Dancing”
10 “Air Bud”
11 “Goldtone”

Elisa.M.

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This entry was posted on September 18, 2013 by and tagged , , , , , , , , .
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