solo soldout

A LIFE UNDER THE STAGE…

CROCODILES @MAGNOLIA

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Milano,ore 22.Siamo al Magnolia e,come temavamo,piove. All’ingresso,sulla destra,e`stato allestito un palco protetto da un tendone sufficientemente grande per offrire riparo ai pochi spettatori accorsi a sentire i CROCODILES. Purtroppo la condizione metereologica non ha giocato a favore degli ospiti Inglesi,che si sono trovati ad esibirsi di fronte ad un pubblico piuttosto scarno.L’inizio del concerto e`posticipato di un’ora,probabilmente per consentire al locale di riempirsi quanto necessario.Attaccano alle 23,il pezzo di apertura e`Hearts of Love ;Si sente subito che la mano che c’e`dietro al Mixer non ha trovato il giusto bilancio dei suoni,inizialmente prevale la batteria che va piano piano sfumando lasciando successivamente libero sfogo alle chitarre su Teardrop Guitar. I ragazzi sono parecchio Bavi,il feedback di chitarre che riescono a riprodurre e`da manuale di shoegaze; Distorsioni,riverbero,voce sognante, tutti elementi che riconducono ai Jesus And Mary Chain,tra i primi propulsori di tale movimento.  Cockroach,ancora errore al mixer, si dovrebbe sentire la tastiera ad un certo punto del brano,qui invece e`completamente soffocata dalle chitarre.La cosa non crea particolare fastidio perche`e`un gruppo ed uno stile che si basa fondamentalmente sulle corde come elemento principale,ma per esaltarne le qualita`ed apprezzarne ogni sfumatura e`indispensabile il lavoro del mixer ,che qui`e`venuto a mancare.Seguono Soft Skull (in My Room), Stoned to Death e Heavy Metal Clouds.La scaletta vede l’inserimento di pezzi estratti dai primi album,con pochi “singoloni” rilevanti, quasi fosse una prova di snobismo.Resto nell’attesa delle due tracce fondamentali del loro ultimo Crimes of Passion, I like it the dark e She splits me up, ma e` Me and My Machine Gun che ha la meglio.  Neon Jesus e … pausa… Gia`Pausa..? Significa che siamo alle battute finali.Riattaccano con Endless Flowers,del penultimo e omonimo album, bellissima!!! Sunday (Psychic Conversation #9), Marquis de Sade …. e tutti a casa sulle note di Sleep Forever. Quaranta minuti e`il risultato della performance.Prova comunque soddisfacente,il gruppo convince e ha tutte le carte in regola per portare avanti cio`che gli Space Man 3 e i Jesus and Mary Chain hanno creato.Scambiamo due parole con Brandon Welchez e Charles Rowell , che alla domanda sulla scelta di una scaletta cosi’azzardata glissano con un “We can play it next time”. Si concedono ai fan,foto di rito e autografi. Nella speranza di ritrovarli presto ce ne torniamo a casa con le borse cariche della loro discografia e la promessa di rivederli prossimamente.

Elisa.M.

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This entry was posted on September 11, 2013 by and tagged , , , , , .
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